xenoglossia
/ksenoɡlosˈsiːa/
Significato
Termine che designa il presunto fenomeno per cui un soggetto si esprime, oralmente o per iscritto, in una lingua naturale che afferma di non aver mai appreso né studiato. Utilizzato principalmente in ambito parapsicologico, linguistico e teologico, si distingue dalla glossolalia (l'emissione di suoni privi di struttura linguistica riconoscibile) proprio per la pretesa coerenza grammaticale e lessicale dell'idioma manifestato. Nella letteratura scientifica contemporanea il fenomeno è oggetto di vivace dibattito critico, ed è generalmente ricondotto a fenomeni di criptomnesia, suggestione o frammenti residui di esposizioni linguistiche dimenticate.
Origine ed etimologia
Il vocabolo è un composto colto coniato in epoca moderna dal greco antico ξένος (xénos, 'straniero, ospite') e γλῶσσα (glôssa, 'lingua, idioma'), con il suffisso astratto -ία che indica condizione o facoltà. La sua diffusione si deve al parapsicologo francese Charles Richet, premio Nobel per la medicina nel 1913, che lo introdusse nei primi del Novecento per distinguere il fenomeno dalla glossolalia neotestamentaria. Negli ambienti spiritisti e teosofici il termine acquisì una connotazione esoterica, mentre la linguistica accademica lo accolse con cautela, riservandolo a casi documentati e analizzati.
Esempio d'uso
Il caso di Therese Neumann, mistica bavarese che in stato estatico avrebbe pronunciato frasi in aramaico antico, è citato in ogni manuale di parapsicologia come esempio paradigmatico di xenoglossia, sebbene gli studiosi più rigorosi lo abbiano ricondotto a criptomnesia.
Curiosità
- Lo psichiatra canadese Ian Stevenson dedicò due monografie accademiche, pubblicate nel 1974 e 1984, a casi di xenoglossia presunta in soggetti regressi ipnoticamente, suscitando aspre polemiche nella comunità scientifica internazionale.
- La linguistica distingue rigorosamente tra xenoglossia 'recitativa' (recitazione di frasi memorizzate) e 'responsiva' (capacità di sostenere un dialogo reale): solo la seconda costituirebbe prova autentica, ma non è mai stata documentata in modo incontrovertibile.
- Nel 1862 il medium fiorentino Eusapia Palladino fu sottoposta a esperimenti di xenoglossia da commissioni scientifiche europee: i protocolli, conservati negli archivi della Society for Psychical Research di Londra, restano una fonte storica di grande interesse.
Citazioni celebri
I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.
— Ludwig Wittgenstein
La parola è metà di chi la pronuncia, metà di chi l'ascolta.
— Michel de Montaigne
Una lingua diversa è una diversa visione della vita.
— Federico Fellini
Riferimenti culturali
- Ernesto Bozzano, pioniere italiano della ricerca psichica, dedicò il volume 'Xenoglossia' (1932) a una rassegna documentaria di casi storici, divenendo riferimento internazionale per gli studi parapsicologici di lingua italiana del Novecento.
- Negli Atti degli Apostoli (capitolo 2), il miracolo della Pentecoste – in cui gli apostoli parlano lingue ignote comprese da ciascuno nel proprio idioma – è spesso citato dalla teologia cattolica italiana come archetipo scritturale del fenomeno xenoglossico.
- Tommaso Landolfi, nei suoi racconti più visionari come 'Dialogo dei massimi sistemi', gioca con l'idea di lingue inventate o impossibili, sfiorando un territorio narrativo affine alla xenoglossia letteraria e all'invenzione glottopoietica.
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