siderodromofilia
/siderodromofiˈlia/
Significato
Termine psicologico che designa una particolare attrazione, di natura estetica, emotiva o talvolta erotica, nei confronti dei treni, delle ferrovie e dell'intero universo ferroviario. Nella sua accezione più diffusa indica una passione profonda e contemplativa per i convogli, le stazioni, i binari e i paesaggi attraversati dalle rotaie; in ambito clinico, più raramente, può assumere i caratteri di una parafilia specifica. Si distingue dal semplice interesse del ferrofilo o del ferromodellista per la componente affettiva e quasi sentimentale che lega il soggetto al mondo delle locomotive.
Origine ed etimologia
La parola è un composto di matrice greca: sídēros (σίδηρος, ferro), drómos (δρόμος, corsa, cammino, strada) e philía (φιλία, amore, affinità). Letteralmente significa quindi amore per la strada di ferro, calco dotto del francese chemin de fer e dell'italiano ottocentesco strada ferrata. Il termine emerge nella seconda metà del XX secolo nella letteratura psicologica e sessuologica anglosassone come siderodromophilia, parallelamente a siderodromofobia (paura dei treni), per descrivere fenomeni opposti legati al medesimo oggetto. La sua diffusione segue l'epoca d'oro delle ferrovie e il successivo mito romantico del viaggio in treno.
Esempio d'uso
Confessò con un sorriso malinconico la propria siderodromofilia: trascorreva interi pomeriggi sui ponti delle stazioni di smistamento, fotografando locomotive in manovra e annotando con meticolosa devozione i numeri di matricola dei convogli merci in transito verso il Brennero.
Curiosità
- Il termine compare nella celebre Psychopathia Sexualis e nelle sue derivazioni tassonomiche novecentesche accanto a decine di altre filie esotiche, testimoniando l'ossessione classificatoria della sessuologia ottocentesca per ogni possibile oggetto del desiderio umano.
- In Giappone esiste una sottocultura ricchissima dedicata ai treni, i tetsudō otaku, suddivisi in categorie specialistiche: chi fotografa convogli, chi registra suoni di motrici, chi colleziona biglietti antichi, incarnazione sociale e collettiva della siderodromofilia.
- Il regista Werner Herzog ha dichiarato di provare una fascinazione ipnotica per le stazioni e i binari notturni, considerandoli soglie metafisiche; molti scrittori del Novecento, da Zola a Calvino, hanno trasformato questa attrazione in materia letteraria.
Citazioni celebri
Il treno è un romanzo che corre sulle rotaie.
— Paul Morand
Le ferrovie sono in qualche modo più nobili e affidabili delle chiese.
— Edward Morgan Forster
Amo i treni perché odio i punti di arrivo.
— Cesare Pavese
Riferimenti culturali
- La pellicola Il ferroviere di Pietro Germi (1956) celebra con tenerezza neorealista il legame quasi familiare tra l'uomo e la locomotiva, incarnando una forma cinematografica di siderodromofilia popolare nell'Italia del dopoguerra.
- Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, presso Napoli, sorge sul sito della prima officina ferroviaria d'Italia inaugurata nel 1840 ed è meta di pellegrinaggio per appassionati che vi contemplano locomotive a vapore restaurate con cura monumentale.
- Nelle poesie di Giovanni Pascoli, in particolare ne La via ferrata dei Myricae, il treno appare come presenza lirica e sonora, suggerendo quella tensione affettiva verso il mondo ferroviario che la siderodromofilia codifica in termini psicologici.
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