oleografia
/oleoɡraˈfia/
Significato
Termine che designa una particolare tecnica di stampa cromolitografica messa a punto nella seconda metà dell'Ottocento, volta a riprodurre dipinti a olio simulandone la superficie, la brillantezza dei colori e persino la trama della tela sottostante. In senso figurato e traslato, il vocabolo ha assunto una spiccata connotazione dispregiativa, indicando qualsiasi rappresentazione stucchevole, artificiosa, sentimentale e priva di autenticità, sia essa un'immagine, una descrizione letteraria o un discorso retorico che indulga in toni patetici e convenzionali per suscitare facile emozione nel fruitore.
Origine ed etimologia
Il termine è un composto formato dal latino oleum ('olio') e dal greco -γραφία (-graphía, 'scrittura, rappresentazione'), coniato intorno al 1860 per denominare il procedimento perfezionato dal tedesco Friedrich Kaiser e dall'americano Louis Prang, i quali svilupparono sofisticate tecniche cromolitografiche capaci di imitare i dipinti a olio. La diffusione capillare di queste stampe nelle case borghesi del secondo Ottocento, spesso raffiguranti scene devozionali, paesaggi idilliaci o soggetti sentimentali, generò rapidamente la connotazione peggiorativa che il termine conserva tuttora nella critica d'arte e letteraria.
Esempio d'uso
La prosa tardo-ottocentesca di quel romanziere minore scivolava troppo spesso nell'oleografia più stucchevole, indulgendo in tramonti purpurei, fanciulle esangui e madri lacrimose che tradivano una sensibilità estetica ormai irrimediabilmente provinciale.
Curiosità
- Louis Prang, editore bostoniano di origine tedesca, fu talmente identificato con questa tecnica da essere soprannominato 'il padre della cartolina di Natale americana', avendo introdotto negli Stati Uniti nel 1875 le prime christmas card oleografiche di grande diffusione.
- Nel gergo della critica letteraria italiana del Novecento, definire 'oleografico' uno scrittore equivaleva a una stroncatura definitiva: Emilio Cecchi e Giacomo Debenedetti usarono il termine per demolire intere stagioni narrative del verismo minore e del dannunzianesimo epigonico.
- Alcune oleografie ottocentesche di pregio, prodotte con decine di passaggi cromatici sovrapposti, sono oggi diventate oggetti da collezionismo antiquario e possono raggiungere quotazioni considerevoli, ribaltando paradossalmente il giudizio estetico originariamente attribuito loro.
Citazioni celebri
Il kitsch è la negazione assoluta della merda.
— Milan Kundera
L'arte è l'esatto contrario di un'idea generale, descrive solo l'individuale, desidera solo l'unico.
— Marcel Proust
Il cattivo gusto conduce al delitto.
— Stendhal
Riferimenti culturali
- Nelle case della borghesia italiana post-unitaria, le oleografie del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna divennero elementi imprescindibili dell'arredo domestico, veri e propri emblemi visivi della devozione piccolo-borghese descritta da autori come Edmondo De Amicis.
- Il critico Cesare Brandi, nella sua Teoria del restauro (1963), utilizzò talvolta il termine oleografia in senso figurato per stigmatizzare quegli interventi di ripristino che, invece di rispettare l'autenticità dell'opera, ne producevano una riproduzione lucida, falsa e sentimentale.
- Le atmosfere oleografiche del cinema italiano dei telefoni bianchi degli anni Trenta, con i loro interni patinati e le trame languide, rappresentano un caso emblematico di come il termine possa applicarsi a un'estetica cinematografica di evasione e di conformismo borghese.
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