lucus
/ˈluːkus/
Significato
Termine latino, talora adoperato nell'italiano colto e letterario, che designa un bosco sacro consacrato a una divinità, uno spazio silvestre inviolabile dove si celebravano riti religiosi e si traevano auspici. Nel mondo romano il lucus non era semplicemente una selva, ma un recinto naturale sottratto all'uso profano, dotato di statuto giuridico-sacrale: tagliare un albero al suo interno costituiva sacrilegio punibile con pene severe. L'italiano lo conserva come latinismo erudito nel linguaggio dell'archeologia, della storia delle religioni e della filologia classica, spesso in locuzioni come lucus Dianae o lucus Feroniae.
Origine ed etimologia
Dalla radice indoeuropea *leuk- 'splendere, essere luminoso', da cui anche latino lux, lucere e greco λευκός 'bianco, chiaro'. Il senso originario sarebbe stato quello di 'radura', spazio aperto dove la luce penetra nella fitta vegetazione, e per metonimia il termine passò a indicare l'intero bosco circostante consacrato al culto. Varrone e Servio ne discussero già l'etimologia; dal paradosso apparente - un luogo ombroso che prende nome dalla luce - nacque la celebre glossa lucus a non lucendo, divenuta proverbiale per indicare etimologie fondate su un contrasto.
Esempio d'uso
Nel suo trattato di topografia romana, lo studioso descriveva il lucus Feroniae come un santuario arcaico immerso nella macchia sabina, dove le offerte dei pellegrini si accumulavano ai piedi di querce millenarie, intangibili per legge divina.
Curiosità
- L'espressione lucus a non lucendo, cioè 'bosco così chiamato perché non vi penetra la luce', è attribuita al grammatico Elio Donato ed è divenuta sinonimo proverbiale di etimologia assurda o spiegazione contraddittoria.
- La Lex Spoletina, iscrizione umbra del III secolo a.C. conservata a Spoleto, è una delle più antiche testimonianze giuridiche della protezione sacrale dei luci: chi tagliava alberi doveva espiare con un bue e un'ammenda pecuniaria.
- Catone il Censore, nel De agri cultura, trasmette la formula del rituale della lucus conlucare, cioè del diradamento sacro del bosco consacrato, che richiedeva un sacrificio propiziatorio detto piaculum per placare la divinità del luogo.
Citazioni celebri
Lucus a non lucendo.
— Massima latina tradizionale
Est in secessu longo locus: insula portum efficit obiectu laterum.
— Virgilio
Numinis loci agentis in nobis quaedam vis divina.
— Marco Tullio Cicerone
Riferimenti culturali
- Il lucus Feroniae, presso l'odierna Capena nel Lazio, fu uno dei più celebri boschi sacri dell'Italia antica, frequentato da Sabini, Latini ed Etruschi, e teatro di importanti fiere annuali documentate da Tito Livio nelle Historiae.
- Giacomo Leopardi, nel Discorso sopra la poesia dei moderni e in diverse pagine dello Zibaldone, evoca il senso del sacro silvestre antico, riprendendo la nozione di luogo numinoso che la cultura classica aveva cristallizzato appunto nel concetto di lucus.
- Il bosco sacro di Bomarzo, voluto nel Cinquecento da Pier Francesco Orsini, è stato interpretato dalla critica contemporanea come una riproposizione manieristica dell'antico lucus pagano, dove la natura diventa cornice di un rito iniziatico e simbolico.
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