ipsilonismo
/ipsiloˈnizmo/
Significato
L'ipsilonismo è il fenomeno fonetico per cui la lettera greca ipsilon (Υ, υ), originariamente pronunciata come una vocale anteriore arrotondata simile all'ü francese o tedesco, è stata assimilata nella pronuncia italiana e latina tarda al suono della vocale /i/. Si tratta di un tratto caratteristico della ricezione del greco nella tradizione occidentale, che spiega perché parole come 'ipsilon', 'ciclo', 'tipo', 'ritmo' presentino una 'i' là dove l'alfabeto originario recava una 'y'. Il termine designa anche, per estensione, l'uso grafico della 'y' con valore di 'i' in testi dotti o arcaizzanti.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal nome della lettera greca ὖ ψιλόν (hŷ psilón, 'u semplice' o 'u nuda'), così chiamata nel tardo bizantino per distinguerla dal dittongo οι, che nel frattempo era giunto a pronunciarsi allo stesso modo. In greco classico ypsilon rappresentava una /y/ (vocale anteriore chiusa arrotondata); con l'itacismo bizantino il suono si livellò a /i/. Il latino, mutuando il grecismo, mantenne a lungo la grafia Y, ma la pronuncia popolare passò presto a /i/, dando origine al fenomeno che gli studiosi romantici e positivisti chiamarono ipsilonismo.
Esempio d'uso
Nel suo saggio sulla trasmissione dei grecismi medievali, il filologo rilevava come l'ipsilonismo avesse ormai cancellato ogni traccia della labializzazione originaria, riducendo l'elegante ypsilon ellenico a una banale 'i' nelle scritture notarili trecentesche del fondo capitolare.
Curiosità
- Il nome stesso della lettera, ypsilon, significa letteralmente 'u semplice': fu coniato dai grammatici bizantini per distinguerla dal dittongo οι, che nel greco medievale aveva assunto identica pronuncia a causa dell'itacismo generalizzato.
- La celebre controversia cinquecentesca tra Erasmo da Rotterdam e Johannes Reuchlin sulla pronuncia del greco antico ruotò proprio attorno al valore dell'ypsilon: Erasmo propugnava la /y/ classica, Reuchlin difendeva l'ipsilonismo bizantino di tradizione ecclesiastica.
- In italiano moderno il relitto grafico dell'ypsilon sopravvive quasi esclusivamente in parole di importazione recente come 'yoga' o 'yogurt', mentre nei grecismi antichi l'ipsilonismo ha trionfato completamente, trasformando 'kyklos' in 'ciclo' e 'mythos' in 'mito'.
Citazioni celebri
Le lingue vivono di mutamenti continui, e nulla è più instabile del suono delle vocali.
— Graziadio Isaia Ascoli
La storia di una lettera può illuminare secoli di civiltà.
— Bruno Migliorini
Il greco, pur morendo nella bocca dei parlanti, continua a vivere nei nostri alfabeti.
— Giacomo Devoto
Riferimenti culturali
- Nella Questione della lingua rinascimentale, umanisti come Pietro Bembo e Angelo Poliziano discussero animatamente la restituzione della pronuncia greca classica, opponendosi all'ipsilonismo diffuso nelle scuole monastiche e nelle università italiane del Quattrocento.
- Il grande filologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli, fondatore dell'Archivio Glottologico Italiano nel 1873, dedicò pagine fondamentali ai fenomeni di adattamento fonetico dei grecismi, inclusi i meccanismi che oggi riconduciamo sotto l'etichetta di ipsilonismo nella fonologia storica italiana.
- La grafia con 'y' sopravvive in italiano antico e in alcuni cognomi letterari, come nel 'Mystero' dei codici duecenteschi o nel nome 'Pyrro' usato dal Boccaccio, testimonianze visibili di una lotta tra fedeltà grafica all'originale greco e ipsilonismo pronunciato.
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