alleluia
/alleˈluːja/
Significato
In botanica, l'alleluia è il nome volgare dell'Oxalis acetosella, pianta erbacea perenne della famiglia delle Oxalidaceae, caratterizzata da foglie trifogliate simili a quelle del trifoglio ma dal sapore acidulo per la presenza di ossalato di potassio, e da piccoli fiori bianchi venati di rosa che sbocciano tra marzo e maggio. Diffusa nei sottoboschi ombrosi e umidi dell'Europa, deve il suo nome popolare proprio al periodo pasquale della sua fioritura, quando nelle liturgie risuona di nuovo il canto dell'alleluia dopo il silenzio quaresimale.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dall'ebraico halleluyah, composto da hallelu (imperativo plurale di hallel, «lodate») e Yah (forma abbreviata del tetragramma YHWH), dunque «lodate il Signore». Entrato nel greco biblico dei Settanta come allēlouïa e poi nel latino cristiano come alleluia, divenne acclamazione liturgica centrale nella Pasqua. Il trasferimento del termine alla pianta Oxalis acetosella avvenne nel basso Medioevo, documentato negli erbari a partire dal XV secolo, per associazione fenologica: la fioritura coincide con il tempo pasquale, quando il canto dell'alleluia torna nella messa dopo la soppressione quaresimale.
Esempio d'uso
Passeggiando tra i faggi dell'Appennino nel sabato santo, il botanico si chinò a riconoscere l'alleluia nascosta sotto le radici, sorridendo per la singolare coincidenza fra il nome di quel fiorellino e il canto che l'indomani sarebbe tornato a risuonare nelle chiese.
Curiosità
- Le foglie dell'alleluia compiono un movimento nittinastico: si ripiegano al calar della sera e in caso di pioggia intensa, un fenomeno detto «sonno delle piante» già osservato da Carlo Linneo nei suoi studi di cronobiologia vegetale settecentesca.
- Alcuni studiosi sostengono che l'alleluia, e non il trifoglio, fosse il vero shamrock mostrato da san Patrizio per spiegare la Trinità agli irlandesi, data la sua maggiore diffusione nei boschi dell'isola e la perfetta forma trifogliata delle foglie.
- Il sapore acidulo delle foglie, dovuto all'acido ossalico, le rendeva usate in cucina medievale come sostituto del limone nelle salse verdi e nelle minestre primaverili, pratica documentata nei ricettari monastici benedettini di area germanica e padana.
Citazioni celebri
Considerate i gigli del campo, come crescono: non lavorano e non filano.
— Vangelo secondo Matteo
La natura è un tempio dove colonne viventi lasciano talvolta uscire confuse parole.
— Charles Baudelaire
Il libro della natura è scritto in caratteri matematici.
— Galileo Galilei
Riferimenti culturali
- Pietro Andrea Mattioli, celebre medico senese del Cinquecento, nei suoi Discorsi al Dioscoride descrisse l'Oxalis acetosella attribuendole virtù rinfrescanti e menzionando il nome volgare di alleluia, già allora diffuso tra gli erbolai della penisola.
- Nelle sagre pasquali dell'arco alpino italiano, in particolare in Carnia e nel Trentino, le foglioline di alleluia venivano raccolte dai bambini e aggiunte alle insalate di primavera, in una tradizione che univa pratica alimentare e simbolismo cristiano di rinascita.
- L'orto botanico di Padova, il più antico del mondo fondato nel 1545, conserva ancora oggi esemplari di Oxalis acetosella nelle aiuole dedicate alla flora spontanea europea, dove il nome alleluia compare nelle schede didattiche accanto alla nomenclatura linneana.
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