cesellatura
/t͡ʃezelːaˈtuːra/
Significato
Sostantivo femminile che designa l'arte e la tecnica di lavorare a freddo i metalli, in particolare quelli preziosi come oro, argento e bronzo, mediante l'uso del cesello, uno strumento appuntito o smussato percosso con un martelletto. L'operazione consente di incidere, modellare e rifinire la superficie metallica creando rilievi, bassorilievi, decorazioni ornamentali e figure di straordinaria minuzia. Per estensione, il termine indica anche l'opera stessa così eseguita e, in senso figurato, qualsiasi lavorazione o composizione caratterizzata da estrema cura, precisione millimetrica e raffinatezza esecutiva, come nel caso di una prosa cesellata.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal verbo cesellare, a sua volta dal sostantivo cesello, che proviene dal latino volgare *caesellum, diminutivo di caesus, participio passato di caedere, 'tagliare, incidere'. La radice indoeuropea *kaid- rimanda all'atto del colpire e del fendere. L'arte della cesellatura affonda le radici nell'antichità mesopotamica ed egizia, raggiungendo vette sublimi presso Etruschi, Greci e Romani. Il lessema entra stabilmente nell'italiano colto nel Cinquecento, epoca in cui Benvenuto Cellini ne codifica le tecniche nei suoi Trattati dell'oreficeria e della scultura.
Esempio d'uso
La cesellatura minuziosa delle figurine sul reliquiario trecentesco rivelava la mano di un maestro orafo senese, capace di animare l'argento con un bulino tanto preciso da restituire persino le pieghe più impercettibili delle vesti dei santi.
Curiosità
- Nella bottega rinascimentale, l'apprendista doveva esercitarsi per anni cesellando lastre di piombo e stagno prima di poter toccare l'oro: un singolo colpo sbagliato poteva rovinare settimane di lavoro su un manufatto prezioso.
- Il Perseo con la testa di Medusa di Cellini, in bronzo, presenta sul retro dell'elmo una minuscola autoritratto cesellato dell'artista, visibile solo osservandolo da una precisa angolazione dall'alto, un gioco virtuosistico tipico del manierismo.
- L'espressione 'prosa cesellata', entrata nel linguaggio critico ottocentesco, fu adottata soprattutto dai parnassiani francesi e in Italia da autori come Pascoli e D'Annunzio per descrivere uno stile di scrittura ossessivamente limato e rifinito.
Citazioni celebri
L'arte dell'oreficeria è la più bella di tutte le arti, poiché abbraccia la cesellatura, lo smalto e la scultura in piccolo.
— Benvenuto Cellini
La poesia è come l'oreficeria: richiede la pazienza del cesello e la fiamma dell'ispirazione.
— Giosuè Carducci
Lo stile è il cesello che scolpisce il pensiero nel marmo della parola.
— Gabriele D'Annunzio
Riferimenti culturali
- Benvenuto Cellini, orafo e scultore fiorentino del Cinquecento, è il massimo esponente italiano della cesellatura: la celebre Saliera di Francesco I, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, è considerata il capolavoro assoluto dell'oreficeria rinascimentale cesellata.
- La tradizione della cesellatura napoletana e siciliana, legata alla produzione di argenterie liturgiche nei secoli XVII e XVIII, ha prodotto paliotti, ostensori e reliquiari conservati nei tesori delle cattedrali di Monreale, Palermo e del Duomo di Napoli.
- A Valenza Po, in Piemonte, e ad Arezzo sopravvivono ancora oggi botteghe artigiane che tramandano le tecniche di cesellatura applicate alla gioielleria contemporanea, mantenendo vivo un sapere manuale riconosciuto come patrimonio immateriale dell'artigianato italiano.
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