ipsedixit
/ipseˈdiksit/
Significato
Sostantivo maschile invariabile derivato dalla locuzione latina 'ipse dixit' ('l'ha detto lui stesso'), impiegato per designare un'affermazione dogmatica, perentoria e priva di dimostrazione, accettata per il solo prestigio o autorità di chi la pronuncia. Nel linguaggio filosofico, giuridico e retorico indica il principio di autorità portato alle sue estreme conseguenze: una tesi che si pretende vera non per i suoi fondamenti razionali, bensì per l'auctoritas di colui che la enuncia. Nell'uso corrente assume spesso una sfumatura polemica, bollando l'arroganza intellettuale di chi rifiuta il contraddittorio.
Origine ed etimologia
La locuzione risale ai discepoli pitagorici, che secondo la testimonianza di Cicerone (De natura deorum, I, 5, 10) rispondevano a ogni obiezione con αὐτὸς ἔφα, 'egli stesso l'ha detto', riferendosi al Maestro Pitagora. Tradotta in latino come 'ipse dixit', la formula divenne nel Medioevo scolastico il simbolo dell'accettazione acritica della parola aristotelica. Dal XVI secolo entra nel lessico colto europeo come sostantivo, cristallizzandosi nell'italiano moderno come termine univerbato per indicare qualsiasi asserzione autoritativa indiscutibile.
Esempio d'uso
In un dibattito scientifico serio non ci si può accontentare dell'ipsedixit di un premio Nobel: ogni affermazione, per quanto autorevole la fonte, deve poter essere sottoposta al vaglio dell'evidenza empirica e della discussione razionale tra pari.
Curiosità
- Il filosofo inglese Jeremy Bentham coniò nel 1838 il neologismo 'ipsedixitism' per stigmatizzare, nel suo Deontology, chi fonda le proprie teorie etiche sul mero prestigio personale senza argomentazioni razionali: termine entrato poi nel vocabolario filosofico anglosassone.
- Nella tradizione pitagorica la formula αὐτὸς ἔφα era talmente sacra che gli iniziati, divisi tra acusmatici e matematici, consideravano discutere le parole del Maestro una forma di empietà religiosa, equiparabile a profanare i misteri della setta.
- Nel diritto processuale moderno il termine 'ipse dixit' viene talvolta usato nelle sentenze della Corte Suprema statunitense, in particolare nel celebre caso Daubert v. Merrell Dow (1993), per escludere testimonianze peritali fondate sulla sola autorità dell'esperto senza basi metodologiche.
Citazioni celebri
Nec vero probare soleo id quod de Pythagoreis accepimus, quos ferunt, si quid affirmarent in disputando, cum ex eis quaereretur quare ita esset, respondere solitos 'ipse dixit'.
— Marco Tullio Cicerone
L'autorità senza la verità non vale nulla, ma la verità senza l'autorità vale per se stessa.
— Blaise Pascal
Chi accetta un'opinione per autorità, è schiavo di chi gliela impone.
— Giordano Bruno
Riferimenti culturali
- Nel celebre passo del De natura deorum, Cicerone critica il dogmatismo pitagorico introducendo nella cultura latina quella formula che, attraverso la tradizione scolastica medievale, sarebbe divenuta patrimonio del lessico filosofico italiano, specialmente negli ambienti universitari di Bologna e Padova.
- Galileo Galilei, nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632), attacca indirettamente l'ipsedixit aristotelico attraverso il personaggio di Simplicio, incarnazione del peripatetico che si appella sempre all'autorità del Maestro invece di guardare attraverso il cannocchiale.
- Nella Scienza nuova di Giambattista Vico, il filosofo napoletano denuncia la 'boria dei dotti' che pretendono di imporre verità per auctoritas, prefigurando una critica all'ipsedixit che anticipa l'illuminismo napoletano di Antonio Genovesi e Mario Pagano.
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