cavillo

/kaˈvillo/

Illustrazione della parola cavillo

Significato

Sottigliezza o argomento capzioso, pretestuoso, volto a eludere la sostanza di una questione o a trarre in inganno; specificamente nel linguaggio giuridico, indica l'interpretazione astuta e formalistica della legge che contraddice lo spirito della norma. Nell'uso comune, è sinonimo di pretesto, scusa infondata, sofisma cavilloso.

Origine ed etimologia

Dal latino 'cavillum' (beffa, scherno, ironia), che a sua volta deriva dal verbo 'cavillari' (buriarsi, fare il sofista). La radice è forse connessa a 'calvi' (ingannare) o a 'cavus' (vuoto, cavo), alludendo a un discorso vuoto e ingannevole. Nel latino medievale assume anche il significato di cavillo giuridico. In italiano, il termine è attestato dal XIV secolo (in Dante e Boccaccio) con il senso di sottigliezza capziosa. L'evoluzione semantica passa dal valore di 'scherzo, derisione' a quello di 'argomento ambiguo e pretestuoso'.

Esempio d'uso

L'avvocato, con un cavillo procedurale, riuscì a far assolvere il suo assistito nonostante le prove schiaccianti, suscitando l'indignazione del pubblico presente in aula.

Curiosità

Citazioni celebri

Perché il cavillo è l'ombra della ragione, e non la ragione stessa.

— Giambattista Vico

Il giurista che fa cavilli è simile a un ragno che tesse la sua tela per catturare mosche, ma resta impigliato egli stesso.

— Francesco De Sanctis

Si può cavillare su tutto, ma la verità si cela dietro la semplicità delle cose.

— Alessandro Manzoni

Riferimenti culturali

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