aprosodia
/aprozoˈdia/
Significato
Termine neurolinguistico e clinico che designa l'incapacità, parziale o totale, di produrre o comprendere gli aspetti prosodici del linguaggio, ovvero l'intonazione, il ritmo, l'accento e le inflessioni melodiche della voce che veicolano l'emotività e il significato pragmatico di un enunciato. Chi ne soffre parla con voce piatta e monocorde, priva di coloriture affettive, oppure non riesce a decifrare se un'affermazione altrui esprima ironia, dubbio, collera o tenerezza. L'aprosodia è spesso conseguenza di lesioni dell'emisfero cerebrale destro, in particolare delle aree omologhe a quelle linguistiche di sinistra.
Origine ed etimologia
Il termine è un composto neoclassico forgiato nel linguaggio scientifico del Novecento, formato dal prefisso privativo greco ἀ- (a-, 'senza') e da προσῳδία (prosōidía), letteralmente 'canto che accompagna', da πρός (prós, 'presso') e ᾠδή (ōidḗ, 'canto, ode'). Originariamente in Grecia designava l'accento tonico e la modulazione melodica del verso. Il concetto clinico moderno fu sistematizzato negli anni Settanta dal neurologo statunitense Elliott Ross, che nel 1981 propose una tassonomia delle aprosodie parallela a quella delle afasie, evidenziando il ruolo dell'emisfero destro nella comunicazione emotiva.
Esempio d'uso
Dopo l'ictus che gli aveva colpito l'emisfero destro, il vecchio attore recitava i monologhi di Amleto con impeccabile dizione ma devastante aprosodia: le parole uscivano nitide, prive però di quel tremore interiore che un tempo faceva piangere il pubblico.
Curiosità
- Alcuni pazienti con aprosodia recettiva non riescono a distinguere una domanda da un'affermazione se non è presente il punto interrogativo scritto: per loro 'piove' e 'piove?' suonano identici, perdendo ogni sfumatura interrogativa.
- I primi sistemi di sintesi vocale automatica degli anni Ottanta soffrivano di una sorta di aprosodia artificiale: la celebre voce di Stephen Hawking, pur amata dal fisico stesso, era priva di modulazione emotiva, limite che le reti neurali moderne hanno finalmente superato.
- Studi recenti suggeriscono che certi tratti dello spettro autistico includano forme lievi di aprosodia produttiva e recettiva, offrendo una chiave neurologica per comprendere alcune difficoltà pragmatiche nella comunicazione sociale quotidiana.
Citazioni celebri
Il tono della voce è spesso più eloquente delle parole.
— Jean de La Bruyère
La musica comincia là dove termina il potere delle parole.
— Richard Wagner
Non è ciò che dici, ma come lo dici.
— Proverbio
Riferimenti culturali
- La tradizione teatrale italiana, da Eleonora Duse a Vittorio Gassman, ha sempre considerato la prosodia come anima della recitazione: un'eventuale aprosodia dell'attore equivarrebbe alla morte espressiva del personaggio, come teorizzato nei trattati di dizione di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro.
- Nella neurologia italiana, le ricerche condotte presso l'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e l'Università di Padova hanno approfondito i correlati anatomici dell'aprosodia emozionale, contribuendo alla moderna neuropsicologia della comunicazione affettiva e dei disturbi dell'emisfero destro.
- La poesia di Giacomo Leopardi, con la sua musicalità studiatissima nei Canti, rappresenta il polo opposto dell'aprosodia: ogni accento, ogni cesura, ogni dieresi è calcolata per produrre quell'onda melodica che Francesco De Sanctis definiva 'il canto interiore del pensiero'.
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