apofenia
/apoˈfɛːnja/
Significato
Fenomeno cognitivo consistente nella tendenza a percepire connessioni, schemi o significati in dati casuali, sconnessi o privi di reale correlazione. Si manifesta come la propensione della mente umana a individuare relazioni causali, simboliche o semantiche laddove non ne esistono oggettivamente, generando trame interpretative apparentemente coerenti. In psicopatologia rappresenta un sintomo prodromico di alcune forme schizofreniche, mentre nella cognizione ordinaria si esprime attraverso superstizioni, pensiero magico, teorie complottistiche e riconoscimento di volti o figure in oggetti inanimati, di cui la pareidolia costituisce una sottocategoria specifica.
Origine ed etimologia
Il termine fu coniato nel 1958 dallo psichiatra e neurologo tedesco Klaus Conrad nel saggio 'Die beginnende Schizophrenie', dove indicava con Apophänie il momento inaugurale dell'esperienza psicotica, caratterizzato da un'improvvisa e ingiustificata visione di significati. La parola combina il prefisso greco ἀπό (apó, 'da, a partire da') e il verbo φαίνειν (phaínein, 'mostrare, apparire'), letteralmente 'mostrarsi a partire da'. Diffusasi oltre l'ambito clinico grazie agli studi di Peter Brugger negli anni Duemila, indica oggi un tratto cognitivo universale della specie umana.
Esempio d'uso
L'analista, esaminando con eccessivo trasporto le coincidenze fra le date di pubblicazione dei romanzi, rischiava di cedere all'apofenia, costruendo un ordito ermeneutico brillante ma affatto sostenuto dalle fonti documentali dell'archivio.
Curiosità
- Klaus Conrad, che coniò il termine, aveva studiato le allucinazioni dei soldati tedeschi feriti durante la Seconda guerra mondiale, notando come alcuni cominciassero a vedere segnali cifrati indirizzati a loro personalmente in ogni evento ambientale, dai giornali alle nuvole.
- Lo psicologo svizzero Peter Brugger ha dimostrato che i livelli di dopamina nel cervello sono direttamente correlati alla propensione apofenica: dosi maggiori aumentano la percezione di schemi significativi, spiegando in parte il legame tra creatività, pensiero magico e alcune psicopatologie.
- La finanza comportamentale considera l'apofenia un bias cognitivo fondamentale nei mercati: investitori credono di vedere trend e cicli nei grafici azionari che invece seguono, secondo la teoria del random walk, un percorso sostanzialmente aleatorio.
Citazioni celebri
L'uomo è quel meraviglioso animale che scopre schemi ovunque, anche quando non ci sono.
— Carl Sagan
Cerchiamo disperatamente il significato ovunque, e finiamo per trovarlo persino nel rumore.
— Michael Shermer
Il caso è una fonte di senso solo per chi non sa contare.
— Nassim Nicholas Taleb
Riferimenti culturali
- Umberto Eco ne 'Il pendolo di Foucault' (1988) mette in scena una vertiginosa apofenia collettiva: tre redattori milanesi costruiscono per gioco un Piano esoterico universale, salvo scoprire che la mente umana non sopporta l'assenza di trame nascoste dietro la realtà.
- Nel 'Trattato di semiotica generale' (1975) Umberto Eco distingue fra interpretazione e sovrainterpretazione, avvertendo il rischio che il lettore trasformi ogni testo in una selva di rimandi occulti, dinamica cognitiva vicinissima al meccanismo apofenico descritto da Conrad.
- Il caso di Aldo Braibanti e la lettura ossessiva delle coincidenze storiche nei romanzi di Giorgio Manganelli evidenziano come la letteratura italiana del Novecento abbia esplorato la sottile linea che separa l'acume ermeneutico dal delirio di connessione universale.
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