selenite
/seleˈnite/
Significato
Varietà cristallina e trasparente del gesso (solfato di calcio biidrato, CaSO₄·2H₂O), caratterizzata da una lucentezza perlacea e vitrea e da una perfetta sfaldatura in lamine sottili e flessibili. Il termine designa in particolare gli esemplari che si presentano in cristalli tabulari, prismatici o aciculari, spesso incolori o debolmente colorati da inclusioni. In mineralogia si distingue dalle altre forme del gesso, come l'alabastro (compatto e granulare) e il gesso fibroso, per la sua struttura monocristallina che consente il passaggio della luce, tanto che in epoca romana veniva impiegata come surrogato del vetro per finestre e lanterne.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco σεληνίτης (selēnítēs), letteralmente "pietra della luna", composto da σελήνη (selḗnē, "luna") e dal suffisso -ίτης indicante appartenenza. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia (libro XXXVII) descrive il lapis specularis, identificato con la selenite, attribuendo alla pietra la proprietà di riflettere e trattenere il chiarore lunare, credenza legata alla sua traslucenza argentea. Attraverso il latino selenites il vocabolo giunse nell'italiano scientifico rinascimentale, consolidandosi nella nomenclatura mineralogica moderna a partire dal Settecento con la sistematizzazione di Wallerius e Haüy.
Esempio d'uso
Nelle cave romane della Hispania Citerior si estraevano lamine di selenite tanto trasparenti da essere utilizzate come vetri per le finestre delle ville patrizie, permettendo alla luce di filtrare con un tenue chiarore lattiginoso.
Curiosità
- Nel deserto messicano di Chihuahua, nella Cueva de los Cristales di Naica, si trovano cristalli giganti di selenite lunghi fino a dodici metri e pesanti oltre cinquanta tonnellate, considerati tra i più grandi cristalli mai formatisi sulla Terra.
- La selenite pur essendo dura da graffiare con l'unghia è così tenera nella scala di Mohs (durezza 2) che si può incidere agevolmente con un semplice chiodo di ferro, caratteristica che la rese ideale per intagli votivi antichi.
- Immergendo la selenite nell'acqua calda essa si dissolve lentamente, motivo per cui in tradizioni esoteriche moderne se ne sconsiglia la purificazione con liquidi, un fatto che rispecchia la sua natura evaporitica, opposta ai minerali silicatici.
Citazioni celebri
Il lapis specularis si trova in molti luoghi, ma la qualità migliore proviene dalla Hispania Citerior, presso Segobriga.
— Plinio il Vecchio
Non v'è pietra che meglio della selenite sappia tradurre il pallore della luna in materia terrestre.
— Roger Caillois
I minerali sono i fiori pietrificati della terra, e la selenite ne è forse il più delicato petalo.
— Novalis
Riferimenti culturali
- Le miniere romane di lapis specularis di Osa di Sassoferrato, nelle Marche, e quelle siciliane della Val d'Agrigento, hanno fornito per secoli lastre di selenite impiegate come chiusure luminose in edifici sacri e civili, testimoniando un uso architettonico raffinato precedente alla diffusione del vetro soffiato.
- A Bologna la Chiesa della Madonna della Vita e diverse dimore storiche conservano finestre in selenite locale estratta dai gessi bolognesi dei Gessi di Monte Donato, un giacimento affiorante nei calanchi appenninici oggi tutelato come sito geologico d'interesse europeo.
- Il naturalista senese Pier Antonio Micheli, nel Settecento, dedicò alla selenite toscana osservazioni pionieristiche pubblicate postume, contribuendo alla nascita della cristallografia italiana e anticipando le classificazioni sistematiche dei solfati che sarebbero state formalizzate da Haüy.
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