opsiuria
/opsiˈuːrja/
Significato
In medicina, l'opsiuria è una condizione fisiopatologica caratterizzata dal ritardo nell'eliminazione urinaria dei liquidi ingeriti: il rene, anziché espellere prontamente l'acqua assunta, la trattiene per molte ore, rilasciandola solo nelle ore notturne o comunque tardive rispetto al pasto. Costituisce un segno clinico rilevante in alcune epatopatie croniche, nella cirrosi con ascite e in taluni disturbi cardiocircolatori, poiché testimonia un'alterata regolazione idroelettrolitica renale. Il termine appartiene al lessico semeiotico classico e si contrappone a oliguria e poliuria.
Origine ed etimologia
Il vocabolo è un composto dotto di formazione ottocentesca, coniato sul greco ὀψέ (opsé, «tardi, in ritardo») e οὖρον (ûron, «urina»), con il suffisso -ία indicante condizione o stato. La medesima radice ὀψέ si ritrova in termini come opsimatia («apprendere tardivamente») e opsigono. Il termine si diffuse nella semeiotica europea tra Otto e Novecento, in particolare grazie agli studi francesi sulle epatopatie: Gilbert e Lereboullet lo utilizzarono per descrivere l'anomala cinetica di eliminazione dell'acqua nel cirrotico, consolidandolo nel lessico clinico internazionale.
Esempio d'uso
Il vecchio internista, sfogliando la cartella con la lentezza di un paleografo, annotò che la marcata opsiuria riscontrata nel paziente confermava il sospetto di una compromissione epatica avanzata, ben oltre quanto lasciassero intendere le sole transaminasi.
Curiosità
- La prova dell'opsiuria, o «prova dell'acqua» di Volhard, consisteva nel far bere al paziente un litro d'acqua al mattino a digiuno e misurare la diuresi nelle quattro ore successive: un'eliminazione ritardata rivelava insufficienza epatorenale.
- L'opsiuria notturna spiega perché molti pazienti cirrotici lamentino risvegli frequenti per urinare: il carico idrico assunto durante il giorno viene eliminato paradossalmente nelle ore in cui il corpo dovrebbe riposare, invertendo il ritmo circadiano fisiologico.
- Il prefisso opsi- è rarissimo in italiano e si ritrova quasi esclusivamente in termini medici e linguistici; la sua sopravvivenza in opsiuria testimonia la persistenza del greco antico come lingua franca della semeiotica clinica moderna.
Citazioni celebri
La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa.
— Susan Sontag
Il medico competente, prima di somministrare una medicina, familiarizza non solo con la malattia che desidera curare, ma anche con le abitudini e la costituzione del malato.
— Marco Tullio Cicerone
Osservare senza pensare è pericoloso quanto pensare senza osservare.
— Santiago Ramón y Cajal
Riferimenti culturali
- Il termine compare nei manuali di semeiotica medica italiana del primo Novecento, in particolare nel celebre trattato di Cesare Frugoni, clinico medico all'Università di Roma, figura cardine della scuola internistica italiana che formò generazioni di medici tra le due guerre.
- La scuola epatologica italiana, con Fiorenzo Bassi e successivamente con i lavori di Umberto Teodori, ha contribuito allo studio delle alterazioni della diuresi nel cirrotico, campo in cui l'opsiuria era considerata segno di ridotta riserva funzionale renale prima dell'era ecografica.
- Nella letteratura verista, Federico De Roberto e Luigi Capuana descrivono con precisione quasi clinica i sintomi dell'idropisia nei loro personaggi, condizione in cui la ritenzione idrica e la diuresi tardiva erano segni familiari alla medicina siciliana ottocentesca.
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