ombrogeno
/omˈbrɔːdʒeno/
Significato
In ecologia e botanica, si dice ombrogeno di un ambiente, di una torbiera o di una formazione vegetale la cui alimentazione idrica e minerale dipende esclusivamente dalle precipitazioni atmosferiche, senza alcun contributo di acque freatiche, sorgive o di scorrimento superficiale. Il termine qualifica tipicamente le torbiere alte (bog) delle regioni fredde e piovose, caratterizzate da acque acide, povere di sali nutritivi e dominate da sfagni, in contrapposizione alle torbiere topogene o soligene che ricevono apporti dal suolo circostante.
Origine ed etimologia
Il vocabolo è un composto scientifico moderno formato dal greco ὄμβρος (ómbros), «pioggia, acquazzone», e dal suffisso -geno, dal greco -γενής (-genés), «che genera, che è generato da», derivato dalla radice γεν- di γίγνομαι «nascere, prodursi». Fu introdotto nella letteratura ecologica europea tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, in particolare grazie agli studi fitosociologici scandinavi e tedeschi sulle torbiere; lo svedese Rutger Sernander e il tedesco Carl Albert Weber contribuirono a sistematizzare la distinzione tra sistemi ombrogeni, topogeni e soligeni, oggi canonica nella palinologia e nella geobotanica.
Esempio d'uso
Nelle brughiere d'Irlanda il paesaggio è plasmato da estese torbiere ombrogene, dove gli sfagni accumulano acqua piovana e trattengono la memoria pollinica di millenni, offrendo ai paleoecologi un archivio climatico di straordinaria limpidezza.
Curiosità
- Le torbiere ombrogene crescono in altezza fino a formare cupole convesse: la superficie può elevarsi di diversi metri sopra il piano circostante, perché gli sfagni morti si accumulano senza decomporsi grazie all'acidità e all'assenza di ossigeno.
- L'acqua di una torbiera ombrogena ha un pH che può scendere sotto 4, paragonabile a quello dell'aceto diluito: in questo ambiente estremo si sono conservate per millenni le celebri «mummie di palude» del Nord Europa, come l'Uomo di Tollund.
- Poiché ricevono soltanto apporti atmosferici, i sedimenti ombrogeni registrano con precisione la deposizione di metalli pesanti e isotopi radioattivi, e sono oggi usati come archivi naturali dell'inquinamento industriale e dei test nucleari del Novecento.
Citazioni celebri
La torbiera è un libro aperto in cui la pioggia stessa è autrice e inchiostro.
— Eugenius Warming
Le torbiere alte vivono d'aria e d'acqua celeste, come eremiti vegetali.
— Hugo Conwentz
Nulla è più eloquente, per il paleobotanico, del silenzio stratificato di uno sfagneto.
— Knut Fægri
Riferimenti culturali
- Le torbiere di Marcaria e del Lago di Pian di Spagna, pur non essendo propriamente ombrogene, sono state oggetto di studi pionieristici della scuola fitogeografica italiana, che a partire da Pavari e Giacomini introdusse in Italia la terminologia nordica, compreso il concetto di sistema ombrogeno.
- Il Giardino Botanico Alpino Chanousia, fondato dall'abate Pierre Chanoux al Piccolo San Bernardo, conserva biotopi umidi d'alta quota che illustrano la graduale transizione fra ambienti soligeni e nuclei a carattere ombrogeno, utilizzati come laboratorio didattico per la geobotanica alpina italiana.
- Nel romanzo «Il sentiero dei nidi di ragno» Italo Calvino descrive paesaggi liguri saturi di umidità e muschi che, pur non essendo torbiere ombrogene in senso stretto, evocano quella stessa atmosfera di acque sospese e vegetazione silenziosa cara alla letteratura ecologica.
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