oblazione
/oblatˈtsjoːne/
Significato
Sostantivo femminile dotato di una duplice e affascinante valenza semantica. In ambito religioso designa l'offerta sacra fatta alla divinità, in particolare il dono del pane e del vino nella liturgia cristiana, o l'atto di consacrazione di sé compiuto dagli oblati nei monasteri. In diritto penale italiano indica invece l'istituto giuridico mediante il quale il responsabile di una contravvenzione può estinguere il reato versando volontariamente una somma di denaro, evitando così il processo. Il termine conserva in entrambe le accezioni l'idea originaria di un'offerta volontaria volta a ristabilire un equilibrio, sia esso spirituale o giuridico.
Origine ed etimologia
Deriva dal latino tardo oblatio, oblationis, sostantivo deverbale da offerre (composto di ob- 'davanti' e ferre 'portare'), participio passato oblatus. Il significato originario era dunque 'atto di portare davanti, di presentare', riferito in particolare alle offerte rituali. Nel latino ecclesiastico assunse rapidamente la valenza liturgica, designando l'offerta eucaristica. La trasposizione al lessico giuridico, attestata già nel diritto canonico medievale, si consolidò nell'ordinamento italiano moderno con il codice penale del 1930, che ne fece un istituto tecnico preciso.
Esempio d'uso
L'avvocato consigliò al cliente di estinguere la contravvenzione mediante oblazione, evitando così le lungaggini processuali; curiosamente, lo stesso termine campeggiava sul messale che il vecchio penalista, devoto cattolico, custodiva nello studio accanto al codice.
Curiosità
- Nel diritto italiano esistono due tipi distinti di oblazione: quella 'ordinaria' (art. 162 c.p.) ammessa solo per contravvenzioni punite con la sola ammenda, e quella 'speciale' o discrezionale (art. 162-bis), introdotta nel 1981, applicabile anche a contravvenzioni punite alternativamente con arresto o ammenda.
- Gli 'oblati benedettini' costituiscono ancora oggi una realtà viva: laici che, senza pronunciare voti monastici, si associano spiritualmente a un monastero attraverso un atto di oblazione, antichissima tradizione che risale al VI secolo e conta migliaia di affiliati in Italia.
- Nella numismatica antica, le monete deposte come oblazione nei templi venivano rituamente piegate o spezzate per renderle inutilizzabili al commercio: archeologi italiani hanno rinvenuto migliaia di questi 'aes signatum' deformati nelle stipi votive etrusco-italiche, soprattutto nel santuario di Pyrgi.
Citazioni celebri
Il sacrificio della Messa è la stessa oblazione del Calvario, resa presente sull'altare.
— Pio XII
L'oblazione è un beneficio che la legge concede al contravventore per estinguere il reato mediante il pagamento di una somma.
— Francesco Antolisei
Ogni vera preghiera è un'oblazione di sé, un consegnarsi senza riserve.
— Divo Barsotti
Riferimenti culturali
- Nella Regola di San Benedetto, fondamento del monachesimo occidentale e della cultura italiana medievale, l'oblazione era l'atto con cui i genitori offrivano i figli al monastero perché vi crescessero come 'oblati', figura giuridico-religiosa centrale per secoli nell'abbazia di Montecassino.
- L'articolo 162 del Codice Penale italiano disciplina l'oblazione nelle contravvenzioni, istituto studiato in ogni facoltà di giurisprudenza del Paese e oggetto di numerose pronunce della Corte Costituzionale, in particolare la sentenza 218/2014 sul suo ambito applicativo.
- Nel Paradiso dantesco (canto XXIV), la fede è descritta come 'sustanza di cose sperate', concetto teologicamente legato all'oblazione interiore del credente; numerosi codici miniati medievali italiani, conservati alla Biblioteca Vaticana, raffigurano scene di oblazione liturgica con straordinaria ricchezza iconografica.
Parole correlate
Ogni giorno una parola nuova nell'app DiLex
Riscopri la bellezza della lingua italiana con pronuncia audio sincronizzata parola per parola, etimologia e quiz quotidiani. Gratuita, anche senza account.