meriggiare
/meriˈd͡ʒːare/
Significato
Verbo della lingua italiana, letterario e desueto, che indica l'atto di riposarsi o sostare all'aperto durante le ore più calde del giorno, specie in estate, cercando refrigerio all'ombra. Il termine evoca un'atmosfera di placida sospensione temporale, un momento di pausa meditativa e contemplativa legato alla cultura contadina e poetica italiana, dove il meriggio rappresenta non solo un orario, ma uno stato dell'animo sospeso tra veglia e torpore.
Origine ed etimologia
Deriva dal sostantivo 'meriggio' (a sua volta dal latino 'meridies', 'meri-dies', 'mezzo giorno'), con l'aggiunta del suffisso verbale '-are'. La voce 'meriggio' entra nell'italiano letterario nel XIV secolo, mentre il verbo 'meriggiare' si afferma nell'Ottocento in ambito poetico, diventando emblematico della poetica di Eugenio Montale che lo consacra nel celebre incipit dei 'Ossi di seppia'. Il termine racchiude in sé un'antica saggezza contadina legata ai ritmi naturali e alla necessità di sospendere il lavoro nelle ore più afose.
Esempio d'uso
Nelle campagne toscane d'un tempo, i contadini erano soliti meriggiare sotto le grandi querce secolari, attendendo che il sole calasse e che la brezza della sera rendesse nuovamente possibile il lavoro nei campi, in un silenzio rotto solo dal frinire delle cicale.
Curiosità
- Il termine 'meriggio' è semanticamente affine al francese 'midi' e allo spagnolo 'mediodía', ma mentre in queste lingue il termine indica prevalentemente un orario preciso, in italiano 'meriggiare' ha conservato una valenza più profonda, legata al concetto di sospensione e riflessione esistenziale.
- Nell'Italia contadina, specialmente nel Meridione, il momento del meriggio era considerato quasi sacro: si usava tacere, parlare a bassa voce, e in alcune zone si credeva che durante le ore più calde le fate uscissero dalle loro dimore per danzare nei campi.
- Montale scrisse 'Meriggiare pallido e assorto' nel 1916, ma la poesia fu pubblicata solo nel 1925; il poeta confessò di aver composto quei versi osservando i muri a secco e la campagna ligure di Monterosso, nelle Cinque Terre, durante le sue estati di giovinezza.
Citazioni celebri
Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto ad ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frulli di serpi.
— Eugenio Montale
Nel meriggio, quando il sole è alto e l'ombra breve, l'anima si raccoglie in se stessa.
— Francesco Petrarca
Chi non ha mai meriggiato non conosce la vera essenza del tempo che si ferma.
— Cesare Pavese
Riferimenti culturali
- La poesia 'Meriggiare pallido e assorto' di Eugenio Montale, contenuta nella raccolta 'Ossi di seppia' (1925), è uno dei testi più iconici della letteratura italiana del Novecento, studiato in tutte le scuole italiane come esempio di poesia ermetica e della condizione esistenziale moderna.
- Nelle campagne emiliane e toscane esisteva la tradizione della 'sestata', una lunga pausa meridiana che permetteva ai lavoratori di meriggiare, dormire e riprendere le attività solo nel pomeriggio inoltrato, una pratica oggi quasi del tutto scomparsa con l'avvento dell'agricoltura industrializzata.
- Il pittore macchiaiolo Giovanni Fattori ha rappresentato in diverse opere scene di meriggio, con figure umane e animali che riposano all'ombra durante le ore più calde, catturando quell'atmosfera di immobilità e luce abbacinante tipica delle estati italiane.
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