epesegesi
/epeseˈdʒɛːzi/
Significato
Figura retorica e procedimento esplicativo per cui, a un'espressione precedente, se ne aggiunge una seconda che la chiarisce, la specifica o la amplifica, illuminandone il senso senza contraddirla. Tipica del discorso oratorio e dell'esegesi biblica, l'epesegesi consiste in un'aggiunta esplicativa che riprende un termine o un concetto per scioglierne l'ambiguità o approfondirne le sfumature. Nella linguistica e nella critica testuale designa anche la glossa interpretativa che un autore o un copista inserisce per rendere intellegibile un passo oscuro, talvolta confluendo nel testo stesso.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico ἐπεξήγησις (epexḗgēsis), composto da ἐπί (epí, 'sopra, in aggiunta'), ἐκ (ek, 'da, fuori') e ἡγέομαι (hēgéomai, 'condurre, guidare'), letteralmente 'guidare ulteriormente fuori', cioè 'spiegare più a fondo'. Già attestato negli scoliasti alessandrini e nei retori ellenistici, fu adottato dalla patristica greca per l'interpretazione delle Scritture e penetrò nel lessico latino come epexegesis attraverso Quintiliano e i grammatici tardoantichi. In italiano è documentato dal Cinquecento nei trattati retorici, mantenendo un registro dotto e specialistico.
Esempio d'uso
Nel commento al canto dantesco, il filologo ricorse a una sapiente epesegesi per dipanare l'allegoria del veltro, aggiungendo alla glossa originaria una precisazione che illuminava il sostrato profetico senza appesantire il dettato critico.
Curiosità
- In alcuni manoscritti medievali le epesegesi marginali, copiate di generazione in generazione, finirono per essere assorbite nel corpo del testo principale, generando le cosiddette 'lectiones conflatae' che ancora oggi affaticano i filologi.
- Il grammatico Apollonio Discolo nel II secolo d.C. distingueva l'epesegesi dalla semplice ripetizione retorica, sottolineando come la prima dovesse sempre aggiungere informazione semantica e non solo enfasi sonora.
- Nella tradizione rabbinica ebraica esiste un concetto analogo, il 'perush', che con l'epesegesi greca condivide la funzione di chiarificazione progressiva del testo sacro mediante aggiunte interpretative concatenate.
Citazioni celebri
Ogni lettura è già un atto di interpretazione.
— Umberto Eco
Il testo non è un oggetto, ma una rete di sensi che attende di essere sciolta.
— Gianfranco Contini
Interpretare è far parlare ciò che taceva.
— Emilio Betti
Riferimenti culturali
- Nella tradizione filologica italiana, Gianfranco Contini ha elevato l'arte dell'epesegesi a strumento critico raffinatissimo, soprattutto nei suoi commenti a Dante e ai poeti delle origini, dove ogni aggiunta esplicativa ricostruiva strati semantici sepolti.
- Le edizioni commentate della Divina Commedia, da quella di Cristoforo Landino quattrocentesca alle moderne di Sapegno e Chiavacci Leonardi, costituiscono monumenti di epesegesi continua, in cui la glossa esplicativa convive col testo poetico.
- Nella scuola filologica padovana di Gianfranco Folena, l'epesegesi veniva insegnata come pratica essenziale del commento ai testi medievali, distinguendola accuratamente dalla parafrasi e dalla nota erudita di mero corredo.
Parole correlate
Ogni giorno una parola nuova nell'app DiLex
Riscopri la bellezza della lingua italiana con pronuncia audio sincronizzata parola per parola, etimologia e quiz quotidiani. Gratuita, anche senza account.