catafratto
/kataˈfratto/
Significato
Nell'antichità e nel Medioevo, guerriero a cavallo rivestito integralmente di una pesante armatura metallica, spesso a scaglie o a maglia, che proteggeva sia il cavaliere sia la sua cavalcatura. Il termine designa dunque una specifica tipologia di cavalleria pesante, impiegata soprattutto dai Parti, dai Sarmati, dai Sasanidi e successivamente dai Bizantini, capace di caricare le linee nemiche con impatto devastante. Per estensione, in senso figurato, l'aggettivo qualifica ciò che appare corazzato, blindato, difeso da ogni penetrazione, sia in senso concreto sia in senso morale e psicologico.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco κατάφρακτος (katáphraktos), participio passato del verbo καταφράσσω (kataphrássō), composto da κατά (katá, 'completamente, giù') e φράσσω (phrássō, 'chiudere, sbarrare, munire di difese'). Il significato originario è dunque 'interamente coperto, chiuso da ogni parte'. I Greci lo applicarono ai cavalieri persiani e successivamente ai loro imitatori orientali; il latino lo mutuò come cataphractus, e l'italiano lo accolse con adattamento fonetico, mantenendone il valore tecnico-militare fin dal Rinascimento negli storici della classicità.
Esempio d'uso
Nelle pagine di Ammiano Marcellino i catafratti sasanidi avanzavano compatti come una muraglia semovente, e il cronista, colpito dallo scintillio delle scaglie metalliche sotto il sole di Mesopotamia, li paragonava a statue di ferro animate da un respiro cupo.
Curiosità
- Il peso complessivo dell'armatura di un catafratto sasanide, comprensivo della bardatura del cavallo, poteva superare i quaranta chili, tanto che le cariche prolungate erano impossibili e i cavalieri combattevano al passo.
- L'imperatore Costantino istituì una scuola specifica per addestrare i catafratti romani, chiamati anche clibanarii, dal termine clibanus, cioè 'forno', per il calore insopportabile che l'armatura provocava d'estate.
- L'urto dei catafratti bizantini nella battaglia di Dara nel 530 d.C., raccontato da Procopio, è considerato uno dei primi esempi documentati di carica di cavalleria pesante decisiva nella storia militare medievale.
Citazioni celebri
Iamque agmina Persarum ferrata occurrebant, quorum omnia membra laminis erant contecta.
— Ammiano Marcellino
I catafratti, corpo scelto e pesantissimo, decidevano le sorti della battaglia con un solo urto irresistibile.
— Edward Gibbon
L'imperatore ordinò che i catafratti si disponessero al centro, come il pugno di ferro dello schieramento.
— Procopio di Cesarea
Riferimenti culturali
- Nella Colonna Traiana di Roma sono raffigurati i catafratti sarmati in fuga davanti alle legioni: uno dei pochi esempi antichi di iconografia dettagliata di questa cavalleria, con scaglie visibili anche sul cavallo.
- Il trattatista bizantino Maurizio, nello Strategikón tradotto e studiato nell'Italia rinascimentale, dedica ampio spazio alla tattica dei catafratti, testo poi ripreso da studiosi militari come Raimondo Montecuccoli nel Seicento.
- Nel romanzo storico 'Le memorie di Adriano' di Marguerite Yourcenar, letto e amato in Italia, riecheggia l'immagine dei cavalieri corazzati d'Oriente, evocati dall'imperatore come minaccia costante ai confini dell'impero.
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